Otello: Iiiih!e che so quelle?
Jago: quelle sono…sono le nuvole…
Otello: e che so ste nuvole?
Jago: mah!?
Otello: quanto so belle, quanto so belle…quanto so belle…
Jago: aah straziante bellezza del creato!
Otello, dietro le quinte, ascolta. Segue la trama.
Percepisce di essere solo un burattino, di essere manovrato ed ingannato. Prende coscienza di sè e della propria condizione.
Ma quando torna in scena, segue inevitabilmente il copione.
E così gli anni passano, la storia va avanti e si ripete, cambiano i burattini ma il copione resta invariato.
Ma è solo quando verranno uccisi (sulla scena) e buttati via nella discarica che sia Otello che Jago vedranno con i propri occhi ciò che fino ad allora gli era stato sempre negato: “ahhh straziante bellezza del creato!“. La libertà.
La potranno solo vedere da lontano, senza avere la possibilità nè di avvicinarsi nè di sfiorarla, perchè oramai non sono più in grado (e forse non lo sono mai stati) di vivere, senza un padrone.
In 20 minuti Pasolini descrive la condizione umana. Un capolavoro.